Palermo

Palermo Palazzina Cinese <a href="http://www.maratonadisicilia.it/chi-siamo"> Pietro Busetta </a>

Palermo - particolare Palazzina Cinese <a href="http://www.maratonadisicilia.it/chi-siamo"> Pietro Busetta </a>Palermo - Interni Palazzina Cinese <a href="http://www.maratonadisicilia.it/chi-siamo"> Pietro Busetta </a>Palermo - Cattedrale di Palermo <a href="http://www.maratonadisicilia.it/chi-siamo"> Pietro Busetta </a>Palermo - Particolare Cattedrale di Palermo <a href="http://www.maratonadisicilia.it/chi-siamo"> Ferruccio Bono </a>Palermo - Parco della Favorita <a href="http://www.maratonadisicilia.it/chi-siamo"> Ferruccio Bono </a>

 

 

 

Palermo - Parco della Favorita <a href="http://www.maratonadisicilia.it/chi-siamo"> Ferruccio Bono </a> Palermo - Parco della Favorita <a href="http://www.maratonadisicilia.it/chi-siamo"> Ferruccio Bono </a> Palermo - Parco della Favorita <a href="http://www.maratonadisicilia.it/chi-siamo"> Ferruccio Bono </a> Palermo - Parco della Favorita <a href="http://www.maratonadisicilia.it/chi-siamo"> Ferruccio Bono </a>

 

 

 

 

 

 

 

Nei secoli è stata la casa di culture e popolazioni, tra loro sconosciute, che incontrandosi per la prima volta e mescolandosi tra loro, hanno creato a una delle città più belle e affascinanti d’Italia.

Il nome originario della città era di origine fenicia: zyz, il cui significato indicava il fiore, forse per la morfologia del territorio che, delimitato dai due fiumi Papireto e Kemonia, assume propria la forma di un fiore.

L’attuale denominazione, invece, deriva dal nome greco pàn-òrmos “tutto-porto”. Palermo forma, infatti, un anfiteatro naturale culla fin da epoche remote di traffici commerciali. Affollavano la città, non solo i Fenici, ma anche mercanti provenienti dal nord dell’Africa, Grecia, Cipro e Creta.

Un territori vivo e ricco di scambi, che in poco tempo entrò nelle mire espansionistiche di Siracusa e di Cartagine, fino alla dominazione dell’Impero Romano d’occidente, il cui dominio modificò leggermente il nome, che divenne: Panormus e poi con gli Arabi si trasformo in Balarm.

Le molteplici contaminazioni culturali sono ancora oggi visibili a chi la visita. Immergersi nei mercati, come quello della Kalsa o la Vucciria, o visitare molti degli edifici del centro storico permette di ammirare le influenze arabe, bizantine e spagnole. Tra le opere più importanti il teatro Massimo di Palermo, il primo teatro per grandezza non solo della città ma di tutta Italia. Esso si pone soltanto al terzo posto in Europa, alle spalle dell’Opéra national di Parigi e dell’Of Operhaus di Vienna.

Una grandezza rappresentata anche da opere come la chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, uno dei monumenti sacri più notevoli dal punto di vista architettonico della città, meglio conosciuta con il nome di Martorana.

Una cultura che sprigiona i suoi sapori anche nel cibo. Ogni piatto riesce, infatti, a raccontare un capitolo di storia del capoluogo siciliano. Oggi al quinto posto nella classifica delle dieci capitali mondiali dello street food grazie non solo alla sua varietà, ma anche alla sua bontà: panelle, cazzilli, sfincione, milza, frittola e stigghiole solo per citarne qualcuno. Non solo street food, anche dolci tipici, come la cassata siciliana o i cannoli che rappresentano la massima espressione della tecnica dolciaria siciliana. Dolci, conosciuti in tutto il mondo, simbolo della Sicilia.